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Stefania Sordelli
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NOVITA' 2019

Sta per partire il Master intensivo con tirocinio operativo pratico in Mediazione Familiare.
Consulta la pagina del corso per maggiori dettagli CLICCANDO QUI!

Master intensivo con tirocinio operativo in Mediazione Famigliare 2019

EVENTO IN PROGRAMMA

Sabato 23 Marzo ore 10:30 presso la Biblioteca G.P. Dore in via del Monte, 5 a Bologna presentazione del libro La Mediazione Familiare: aspetti pratici, esperienze e riflessioni teoriche.
Conducono Lisa Mattei e Stefania Sordelli.
Consulta la locandina per maggiori dettagli CLICCANDO QUI!

Presentazione libro La Mediazione Familiare: aspetti pratici, esperienze e riflessioni teoriche

EVENTO IN PROGRAMMA

Sabato 4 e 25 Maggio dalle ore 10:30 alle 12:30 in via IV Novembre, 14 a Bologna laboratorio di educazione affettiva e sessualità Faccio quello che mi pare!
Conduce Lisa Mattei, pedagogista e consulente in Sessuologia clinica CIS.
Consulta la locandina per maggiori dettagli CLICCANDO QUI!

Laboratorio di educazione affettiva e sessualità

LA NOSTRA STORIA

L’idea di occuparci di mediazione familiare è nato dal nostro quotidiano impegno professionale a fianco di famiglie attraversate da profondi disagi e conflitti. Fra le tante storie incontrate molte erano sottolineate da vicende separative drammatiche protratte per anni nelle aule giudiziarie. Ci colpivano la grande sofferenza degli adulti che non poteva non coinvolgere i figli, troppo spesso spettatori inascoltati sullo sfondo oscurato dalla lotta separativa dei genitori.

Ci sembrava “ideologicamente punitivo” l’isolamento sociale in cui veniva lasciata la coppia nel momento della separazione così come ci sembrava insufficiente indirizzarla solo verso il mondo giudiziario. Separazioni e divorzi attengono alla sfera del diritto ma coinvolgono in modo ineludibile ambiti psicoaffettivi, relazionali e sociali.

Con una incidenza eccessiva le famiglie coinvolte dalla rottura del legame di coppia diventavano “casi” da trattare, in un percorso non sempre lineare, da una “esuberante gamma di esperti”, dagli assistenti sociali, agli psicologi ai consulenti tecnici d’ufficio. Il rischio serio era di trasformare un evento critico della vita in evento patologico.

L’effetto più paradossale che spesso separazioni e divorzi innescavano non era il porre un limite al conflitto, salvaguardando il ruolo genitoriale, ma radicalizzarlo attraverso una spirale di continui ricatti e ripicche reciproche con l’ utilizzo strumentale dei figli.

In tale contesto ed ordinariamente, lo stesso ruolo dei legali (di parte) non faceva che consolidare questa lotta “senza quartiere” ed il giudice, anche se assistito da esperti “sopra le parti” e malgrado la prescrizione normativa di “agire con l’esclusivo riferimento all’interesse dei minori”, non aveva strumenti realisticamente pensati per modulare le richieste degli adulti, non solo economiche ma anche emotive, affettive, educative e sociali. Le disposizioni finali in materia di separazione rischiavano così di recepire la situazione di contrapposizione tra le due parti genitoriali.

In questo scenario, molto precario dal punto di vista culturale e della riflessione metodologica, le parti in gioco, i genitori e i figli ma non solo, ci apparivano “costrette” a logiche perdenti perché capaci di accentuare profondi disagi e di condizionare i processi evolutivi dei più piccoli per la loro personalità in formazione.

Esistevano molti servizi di aiuto alla coppia in crisi per evitare la separazione ma con un “vuoto di interventi” quando la coppia decideva di non stare più insieme. Pochissimi erano i servizi che potevano aiutare i genitori accompagnandoli lungo il percorso della separazione. I costi psicologici di una cattiva separazione sono altissimi, sia per gli adulti impegnati nella ricerca della “vittoria” dell’uno sull’altro sia per i figli che hanno l’esigenza di appartenere ad un “approdo sicuro”.

Il bambino non sopporta l’idea che i genitori che ama siano capaci di abbandonarlo; ha bisogno di essere rassicurato e i genitori che si separano, pur nella conflittualità, devono poter rendersi conto dei rischi che tale situazione comporta per la crescita dei figli.
Troppo spesso l’evento separativo altera i normali processi comunicativi “ingessandoli” a denunce e controdenunce, ai carteggi fra legali, alle telefonate sempre troppo “accese” o ai fatidici “messaggini” anche per posta elettronica o attraverso il figlio, nuovo “piccione viaggiatore”.

L’ avere individuato un luogo in cui fosse possibile accogliere i sentimenti di dolore, sfiducia e preoccupazione degli adulti, aiutandoli a elaborare in una diversa prospettiva quelle forme di conflitto disfunzionali per sé e per i figli, ci è parso un obiettivo strategico di grande rilevanza.
Per esempio il riportare l’attenzione sui bambini, alla presenza di un “terzo imparziale” capace di favorire nella coppia il passaggio dalla “coniugalità” alla “genitorialità” favorisce il senso di responsabilità e la percezione di essere attori e non comparse nella costruzione del proprio futuro e dei loro figli.
Queste ed altre elaborazioni teoriche sono maturate all’interno del gruppo di colleghi con i quali, dopo un periodo di attenta riflessione, si è costituito il primo nucleo del CEDIM.

Si è cercato di individuare una strada diversa per affrontare la separazione di coppia. Una strada che potesse aiutare i genitori ad affrontare la separazione salvaguardando il loro impegno a non far mancare ai figli la preziosa risorsa della loro presenza congiunta per una “genitorialità consapevole e condivisa”.
In occasione di un convegno abbiamo avuto l’opportunità di conoscere le riflessioni scientifiche e le proposte operative del GeA di Milano (www.associazionegea.it) e alcuni di noi si sono iscritti alla Scuola biennale di formazione post laurea per mediatori familiari.

Nel 1995 è nata la nostra associazione, il CEDIM, ispirandoci al modello sviluppato dal GeA, associazione Genitori Ancora, con la consapevolezza di avere acquisito alcuni nuovi strumenti da mettere a disposizione delle coppie genitoriali in crisi. Inoltre, poiché i nostri soci erano e sono portatori di altre specializzazioni, oltre la mediazione familiare, si è convenuto sull’ opportunità di aprire al pubblico un centro polifunzionale di supporto alle famiglie in difficoltà. Questo a partire dal 2008. Il nuovo evento rappresenta per tutti noi un importante obiettivo, raggiunto dopo anni di investimento personale nella diffusione della cultura della mediazione e delle metodiche negoziali.
E’ per la sua importanza che desideriamo fissarlo simbolicamente nella nostra memoria dedicandolo ad Annamaria Cella, tra i fondatori del nostro gruppo e suo Presidente e a Cristina Forni, prematuramente scomparse.